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Le nuove frontiere del falso

Nel settore della profumeria imperversano da diverso tempo i profumi “equivalenti”, i tester e i cosiddetti “falsi d’autore”, un fenomeno diffusissimo, in particolare sui circuiti social, che nasconde però molte insidie.

Oggi, con l’aiuto di una valente imprenditrice del settore,  andremo a scoprire le diverse forme utilizzate per vendere prodotti non originali, le conseguenze e i pericoli di questo commercio illegale e, soprattutto, come tutelarsi.

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I profumi equivalenti

Un modo elegante di presentare un prodotto che non ha nulla di assimilabile all’originale a cui si ispira se non la fragranza nei primi momenti di “assaggio”

In questo caso siamo di fronte a prodotti che non contengono gli stessi ingredienti degli originali le cui ricette sono protette da brevetti internazionali.

Le pubblicità dove vengono accostati a nomi di brand famosi sono illegali se riproducono anche solo parzialmente un marchio depositato.

I tester

I tester sono campioni di profumo destinati alle profumerie per poter far provare le fragranze ai clienti senza aprire confezioni destinate alla rivendita al dettaglio.

Non si possono vendere ed una profumeria accreditata che dovesse farlo rischierebbe il ritiro della concessione, ovvero la casa madre non rifornirebbe più detta profumeria dei propri prodotti.

I falsi d’autore

Definire un profumo come un “falso d’autore” è un sistema adottato per dare un allure di eleganza a quello che a tutti gli effetti è un prodotto contraffatto.
In questo caso ci troviamo di fronte ad un prodotto che può essere anche molto pericoloso per la salute.

Assortimento di profumi presso una profumeria accreditata

Esca ghiotta per acquirenti in cerca di occasioni

Perché questi equivalenti, tester e “falsi d’autore” incontrano il favore del pubblico? Semplice: costano poco, spesso davvero molto poco, e la loro definizione “amichevole” fa si che l’ignaro acquirente abbassi le difese rispetto a quando invece sente parlare di prodotto contraffatto.

Questo fa si che in molti, credendo di fare un affare, si rivolgano a questo mercato parallelo non comprendendo bene i rischi cui vanno incontro.

Rimanenze di magazzino e svendite per chiusura attività: leciti e illeciti

Spesso si trovano profili su facebook che propongono la vendita di profumi che sostengono provenire da una “chiusura attività”, dando l’impressione del piccolo esercizio, magari schiacciato dalla crisi, che tenta di recuperare qualche soldo prima di chiudere definitivamente.

Questi sotterfugi servono a carpire la buona fede di ignari potenziali acquirenti, portando qualcuno addirittura a fare uno sforzo per acquistare prodotti che altrimenti non avrebbero attratto la sua attenzione, questo pur di aiutare chi si ritiene in difficoltà.

NULLA DI PIU SBAGLIATO

Come ci spiega Fariza Yaha, titolare della storica profumeria di via Vaglia 33, oggi punto vendita Naïma, le attività commerciali sono sottoposte a stringenti leggi sulle vendite promozionali che devono essere comunicate agli organi preposti per tempo e non possono avvenire se non in periodi dell’anno ben precisi o in caso di rinnovo attività / chiusura / trasferimento.

In particolar modo se si tratta di una liquidazione per chiusura attività a seguito di fallimento: non si può intaccare l’inventario che deve rimanere a disposizione del curatore fallimentare per la gestione dei creditori.

La merce di un negozio fa parte dell’inventario e non può essere venduta al di fuori dell’esercizio dell’attività stessa.

Se proprio c’è urgenza di vendere uno stock di magazzino, la via più ovvia per un commerciante  è quella di proporla ad un grossista, non certo vendendo UNA confezione alla volta su dei gruppi facebook.

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Prodotti contraffatti: rischi per la salute

Tutti i prodotti contraffatti rappresentano sempre un rischio per gli utenti: da oggetti che possono rompersi a quelli che non svolgono correttamente la loro funzione fino a prodotti per la cui produzione vengono usate sostanze tossiche.

Nel caso dei profumi, come per i cosmetici, il problema è evidente e molto marcato: i rischi per la salute derivanti dall’uso di sostanze che vanno a contatto con la pelle sono elevatissimi.

Proventi di furti: i “caduti dal camion”

Quanti di voi hanno sentito parlare di prodotti “caduti dal camion”?
Tutti più o meno sanno che con questa definizione si intendono articoli di provenienza illecita, ovvero oggetto di furti o, peggio rapine.

Comprare un oggetto rubato ci rende complici del furto, non solo moralmente ma anche legalmente.

Esiste infatti il reato di “incauto acquisto”

I rischi legali: l’incauto acquisto

Come dicevamo, nel caso di un prodotto proveniente da furto o rapina, l’acquirente corre il rischio di vedersi imputato di “incauto acquisto.

La definizione di incauto acquisto è la seguente:
Chiunque, senza averne prima accertata la legittima provenienza, acquista o riceve a qualsiasi titolo cose, che, per la loro qualità o per la condizione di chi le offre o per la entità del prezzo, si abbia motivo di sospettare che provengano da reato , è punito con l’arresto fino a sei mesi o con l’ammenda non inferiore a dieci euro”

Come visto il rischio è anche quello dell’arresto in quanto ci si rende, a tutti gli effetti, complici di un reato contro il patrimonio.

Per chi volesse approfondire c’è un bell’articolo sul sito Avvocato360.it:
Incauto acquisto: cos’è e quali sono le conseguenze?

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Come tutelarsi

A questo punto, visti i rischi di acquistare un prodotto contraffatto o proveniente da furto o rapina, serve un aiuto per tutelarsi ed evitare brutte sorprese.

Sempre grazie ai consigli di Fariza, che da più di 30 anni lavora nel settore, vediamo come possiamo evitare problemi con la legge e di salute.

Diffidate di offerte troppo vantaggiose

La prima regola, che vale sempre, è quella di diffidare di offerte troppo vantaggiose: potrebbero servire a liberarsi rapidamente di un prodotto rubato o contraffatto.

Nel settore della profumeria e della cosmesi, i margini sono troppo bassi per permettere offerte importanti.

In particolar modo le case madri non consentono discostamenti eccessivi dal prezzo consigliato, questo anche per tutelare tutte le profumerie concessionarie del marchio.

Anche per questo si dovrebbe diffidare di proposte di sconto importanti: verificate sempre il prezzo finale già scontato e fate un paragone con altri punti vendita.

Controllate l’assortimento

Come ci spiega Fariza, i grandi marchi del settore non si occupano esclusivamente di profumi ma in generale hanno anche una linea di trucchi e/o cosmetici.

Se l’assortimento di un punto vendita non propone di uno stesso marchio anche la linea dei trucchi un dubbio è legittimo farselo venire.

Difficilmente chi è concessionario di un marchio sceglie di non vendere dei prodotti collegati perdendo un’opportunità nei confronti della propria clientela.

Assortimento di trucchi presso una profumeria accreditata

Scegliete aziende note

Una regola semplice ma efficace: scegliete aziende note del settore.

Anche se i singoli punti vendita hanno un margine di autonomia nella gestione e nella titolarità, il marchio garantisce la presenza di un canale di fornitura ufficiale per prodotti di qualità.

Oltre a questo è difficile che un affiliato decida di mettere a rischio la propria posizione con la casa madre per un guadagno momentaneo, oltretutto illegale.

La raccomandazione vale anche per i singoli punti vendita non legati ad un franchise: la loro storia è la garanzia di serietà e difficilmente rischierebbero di offuscarla con pratiche illegali o la vendita di prodotti scadenti.

Rivolgetevi al vostro negoziante di fiducia

Come già spiegato, la storia di un punto vendita è la miglior garanzia. Un rivenditore di fiducia saprà aiutarvi a scegliere il prodotto più adatto per voi ed il vostro budget senza farvi cadere nelle trappole di cui abbiamo parlato finora.

La concorrenza sleale

Da tenere presente, non da ultimo, il problema legato alla concorrenza sleale.
Favorire soggetti che operano al di fuori della legalità comporta il supporto per una concorrenza sleale nei confronti di chi mette in regola i propri dipendenti, sostenendo il lavoro legale, paga correttamente le tasse e offre garanzie rispetto ai prodotti venduti.

Considerazioni finali

Da quanto abbiamo visto finora, un semplice gesto come scegliere di rivolgersi ad aziende serie e trasparenti, anche a costo di un piccolo sacrificio economico, significa sostenere lavoratori tutelati da contratti regolari, aver cura della propria salute e sostenere un’economia sana.

Davvero per un bene che non è di prima necessità, possiamo fare la differenza facendo la scelta giusta.

Elenco delle migliori profumerie del III Municipio

Di seguito trovate il link alla pagina con l’elenco delle migliori profumerie di zona, così da poter provare di persona la qualità e la bontà dei loro prodotti, potendo fare affidamento sulla professionalità di negozi storici e l’impegno dei nuovi imprenditori.

Le migliori profumerie del III Municipio

Fariza Yaha

Fariza Yaha

Titolare di Profumeria

Da più di 30 anni nel settore dei profumi, arriva in Italia come giovanissima responsabile di un noto marchio francese e decide di rimanere a Roma per l’amore per suo marito, per l’Italia e per il suo lavoro.

Titolare da decenni della profumeria di via Vaglia 33, oggi una dei quattro punti vendita Naïma in III Municipio, un progetto di cui presto vi parleremo, si è offerta di prestare il suo contributo prezioso per la redazione di questo articolo.

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Luca Luceri
Author: Luca Luceri

Amante delle vacanze in campeggio, della buona cucina e di tecnologia. Amministratore dal 2015 del gruppo facebook "Montesacro Talenti (III Municipio Roma)" Webdesigner dalla nascita del web, il primo computer è stato un VIC 20 della Commodore, la prima connessione in rete (Fidonet) nel 1987 tramite un modem a 300 baud.

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